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Naufragio in psicopatologia
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Che significato ha quell’Immagine?

Analisi dell’immagine in copertina del libro: “NASCITA MORTE TRASFORMAZIONE”

Non nascondo di essere una persona molto curiosa, mi lascio prendere dalla bramosia di voler capire cosa si nasconde dietro tutto ciò che è velato dal mistero.
Tutto ciò che ci circonda ha una propria forma e noi lo riconosciamo grazie a questa caratteristica, non a caso ci accorgiamo della presenza di un uomo perché ne distinguiamo la forma. È nostra caratteristica, della razza umana, di interpretare basandoci sulle rielaborazioni cognitive delle informazioni apprese e valutare le cose così come ci appaiono. Siamo attratti oltre che dalla forma anche dai colori che rivestono questa. Quindi non vedo perché non interpretare, cioè dare una sorta di traduzione incompleta, oltre che all’aspetto di un individuo, anche a quello di un libro.
Prima di addentrarmi nell’analisi o meglio nell’interpretazione dell’immagine posta sulla copertina del libro: NASCITA MORTE TRASFORMAZIONE, vorrei porre l’attenzione sull’aspetto, anzi sull’apparire delle cose, in quanto credo che la forma e i particolari che la rivestono siano delle informazioni indirette del contenuto.
Ancor prima di acquistare il libro ho avuto modo di vedere la copertina affissa su di una parete nel corridoio principale dell'Università. Ho subito posto l'attenzione sull'immagine: un albero ricco di foglie verdi con pochi frutti, posto su uno sfondo verde scuro e per di più sei rondini tutte uguali, che volteggiano in senso antiorario intorno al tronco. La prima domanda che mi sono posto è stata: perché proprio quell'immagine? Che relazione esiste tra l'immagine e il nome dell'opera? L'albero simboleggia qualcosa di vivo che dura nel tempo, è un vegetale in grado, grazie alla fotosintesi, di trasformare l'anidride carbonica in ossigeno oltre che produrre i frutti, altrettanto indispensabili per una corretta alimentazione; le rondini, uccelli che compaiono nei mesi primaverili, sono i messaggeri della primavera; quello sfondo verde scuro informe è forse lì a dare una maggiore enfasi al messaggio che quell'albero e quelle rondini vogliono trasmettere. L'albero sta a simboleggiare la psiche, così ricca di interconnessioni neurologiche e di un misterioso profondo, ma rappresenta bene anche i concetti di nascita, morte e trasformazione: l’albero nel corso delle stagioni subisce inevitabili trasformazioni, tanto è vero che assistiamo in primavera alla fioritura (nascita) ed in autunno alla caduta delle foglie (morte) oltre che alle trasformazioni strutturali di rami, radici e tronco. Ma quello che ha destato in me molto interesse è stato notare così pochi frutti, forse perché la psiche si conosce ancora così poco sia dal punto di vista del profondo che delle sue effettive funzioni neurali. Inoltre quelle rondini che volteggiano “controcorrente”, forse per scovare ciò che si nasconde dietro le foglie, per far uscire allo scoperto gli altri frutti, cosa possono simboleggiare? A mio parere i vari approcci psicologici nell'analisi del profondo. Ed il loro essere tutte uguali cosa sta ad indicare? Io credo il fine comune.
Questa è una delle tante interpretazioni che si possono attribuire a quell'immagine stampata sulla copertina, oltre ad essere il messaggio che personalmente mi ha inviato. Posso dire, all'indomani della lettura del libro, che l'abito scelto per questa opera veste bene il contenuto interno. Vorrei concludere dicendo, che è importante curare, nella composizione di un'opera, oltre all'aspetto contenutistico, il suo modo di apparire, perché l’apparenza è quella che in prima istanza suscita attenzione. Un libro senza copertina è come un uomo spogliato dei suoi particolari, cioè è qualcosa che non attira, che non stimola fantasie di valutazione. Non so se questa mia interpretazione sarà gradita, ma so che questa è il frutto prodotto dal mio pensiero, che sforzo ad allenare, per far sì che nel prossimo futuro riesca ad analizzare in modo sempre più costruttivo.

 Pensare, pensare, pensare,
la nascita questo mi ha voluto donare,
e solo la morte lo potrà fermare!

dott Giuseppe Ceparano (02 mag. 2002)

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