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Naufragio in psicopatologia
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Anima gemella - Alter Ego.

L’invito a ri-cercare l’espressioni linguistiche di “Anima gemella” e “Alter Ego” sono state il giusto stimolo a riflessioni sia di prossimità che di distanza tra le due locuzioni; entrambe sembrano rimandare ad un doppio, quindi si deve per forza di cose porsi verso due entità.
Si è soliti sentire tra innamorati dire Lui/Lei è la mia anima gemella, come se si volesse con questo rimarcare il tentativo di fusione tra identità.
Qualche volta è possibile vedere un maestro lasciarsi sostituire da un altro (il suo alter ego) in una lezione preventivamente preparata, lasciandoci fare l’esperienza di ascoltare dalla bocca altrui ciò che il maestro voleva dire; talvolta si è di fronte a persone che la mattina lì trovi ad esercitare una attività dedita alla legalità e di sera (il proprio alter ego) frequentare zone malfamate e fare uso di sostanze proibite; in entrambi i casi è come se ci fosse un qualcosa di costante ed un’altra cosa che differisce, nel primo ad essere costante è il contenuto mentre l’esecutore cambia, nel secondo caso è l’esecutore a rimanere costante ed a cambiare è il contenuto.
Volendo tentare di individuare l’essenza che contraddistingue l’espressioni “anima gemella” e “alter ego”, dopo una breve descrizioni dei modi attraverso cui si fa esperienza di entrambe e nello specifico, la prima col modo del sentire e la seconda del vedere, è opportuno soffermarsi su ciascuna analizzandone l’uso e la derivazione.
La locuzione “Anima gemella” è costituta dalla parola anima e dalla parola gemella:

  • L’etimo della parola anima rimanda a: arma del dialetto siculo; alle voci dell’antico francese anima, aneme, anme, arme, alme; al moderno francese âme; al catalano arma, alma; allo spagnolo e portoghese alma. Tutte derivano dal latino ÀNIMA, forma femminina di ÀNIMUS spirito e come questo congiunto etimologicamente con il greco antico ἄνεμος [anemos] vento. La parola indicherebbe il principio della vita in ogni essere organizzato; quella parte di noi stessi che pensa e delibera e che gli uomini non seppero meglio esprimere che ricorrendo alle idee di soffio, di aura, di vento, che si avverte, ma non si vede .
  • L’etimo della parola gemello rimanda a: gemel, shumel, del retico romanzo; al provenzale gemel; al francese jumeau; al portoghese gemeo. Tutte derivano dal latino GÈMELLUS (come il sanscrito yamala che significa doppio, appaiato), che pare il diminutivo, ma che invece è forma similare di GÈMIMUS, che significa doppio, che è in numero di due.

La combinazione dei due termini lascia rilevare un doppio che non si vede ma si avverte, come se per essere avvertito dovesse essere ricondotto a ciò che più di tutto ci fa sentire: i sentimenti. Tra i sentimenti però quello per cui questa locuzione viene adoperata è l’amore, l’eros appunto. L’autore che forse meglio ci permette di comprenderne il senso della inestricabile relazione tra l’eros e l’anima gemella è Platone; nel Simposio troviamo:

[..]Queste persone - ma lo stesso, per la verità, possiamo dire di chiunque - quando incontrano l'altra metà di se stesse da cui sono state separate, allora sono prese da una straordinaria emozione, colpite dal sentimento di amicizia che provano, dall'affinità con l'altra persona, se ne innamorano e non sanno più vivere senza di lei - per così dire - nemmeno un istante. E queste persone che passano la loro vita gli uni accanto agli altri non saprebbero nemmeno dirti cosa s'aspettano l'uno dall'altro. Non è possibile pensare che si tratti solo delle gioie dell'amore: non possiamo immaginare che l'attrazione sessuale sia la sola ragione della loro felicità e la sola forza che li spinge a vivere fianco a fianco. C'è qualcos'altro: evidentemente la loro anima cerca nell'altro qualcosa che non sa esprimere, ma che intuisce con immediatezza. Se, mentre sono insieme, Efesto si presentasse davanti a loro con i suoi strumenti di lavoro e chiedesse: "Che cosa volete l'uno dalI'altro?", e se, vedendoli in imbarazzo, domandasse ancora: "Il vostro desiderio non è forse di essere una sola persona, tanto quanto è possibile, in modo da non essere costretti a separarvi né di giorno né di notte? Se questo è il vostro desiderio, io posso ben unirvi e fondervi in un solo essere, in modo che da due non siate che uno solo e viviate entrambi come una persona sola. Anche dopo la vostra morte, laggiù nell'Ade, voi non sarete più due, ma uno, e la morte sarà comune. Ecco: è questo che desiderate? è questo che può rendervi felici?" A queste parole nessuno di loro - noi lo sappiamo - dirà di no e nessuno mostrerà di volere qualcos'altro. Ciascuno pensa semplicemente che il dio ha espresso ciò che da lungo tempo senza dubbio desiderava: riunirsi e fondersi con l'altra anima. Non più due, ma un'anima sola.[…]

L’accostare l’eros all’espressione “anima gemella” è un atto dovuto, in effetti non ha ragion d’esistere l’anima gemella se non in un rapporto duale in cui l’uno si unisce all’altro con un azione unificatrice, come se si ritornasse a quella forma androgina dalla quale la mitologia greca ci fa derivare, quella perfezione che è appagamento, che è completezza, quello a cui uomini e donne tendono. L’anima gemella è come se fosse l’incastro giusto, è ciò che l’uno desidera unitamente all’altro.
La locuzione “Alter Ego” è suddivisibile in Alter ed Ego

  • Alter è traducibile come secondo , come altro. In effetti è: l'altro di due, l'uno tra due, uno dei due; (nelle enumerazioni) secondo, successivo; opposto, diverso, contrario, cambiato;  un altro, chiunque.
  • Ego è traducibile come proprio io ed io.

La parola “Alter-ego deriva da un’espressione latina che significa un altro io, e dicesi di un governatore, ambasciatore o mandatario, che abbia piena potestà di fare, alla pari della persona che rappresenta, dalla quale ha ricevuto l’incarico”.
La ricerca etimologica ci ha permesso di rilevare come la locuzione “Alter-ego” sia una parola in effetti, anche se la possibilità di individuarne le componenti dona una maggiore comprensibilità. Siamo di fronte innanzitutto a due enti “l’altro” e “l’io”; l’altro e l’io possono esistere solo grazie all’esistenza di un essere, un essere che è da sempre un Esserci, come appunto sostiene Heidegger:

“[…] Questo anche-esser-ci con essi non ha il carattere ontologico di un esser-semplicemente-presente-«con» dentro un mondo. Il «con» è un «con» conforme all’Esserci e l’«anche» esprime l’identità di essere quale essere-nel-mondo prendente cura e preveggente ambientalmente. «Con» e «anche» sono da intendersi esistenzialmente, non categorialmente. Sul fondamento di questo essere-nel-mondo con il carattere di «con», il mondo è già sempre quello che io con-divido con gli altri. Il mondo dell’Esserci è con-mondo. L’in-essere è un con-essere con gli altri.[…]”

Potenzialmente qualsiasi altro può fungere da alter ego, in quanto tutti sono altri io, ed anche se ci riuscissimo a guardare potremmo fare esperienza del nostro proprio alter ego; ora però resta comprendere innanzitutto come si costituisce l’alter ego; Husserl nella V meditazione cartesiana sostiene che l’esperienza della percezione dell’altro e quindi la costituzione dell’alter ego è frutto di una appresentazione cioè una trasposizione appercettiva.
L’alter ego potenziale potrebbe essere quindi un con esserci qualunque, però siamo soliti eleggere un alter ego quando trattasi di un “io-altro” che fa le nostre veci, mentre prendiamo atto dell’alter ego quando siamo di fronte al nostro “altro-io”.
Senza addentrarci ulteriormente nella speculazione filosofica è arrivato il momento di farci “colpire” dal darsi dell’”anima gemella” e dell’”Alter Ego”.
L’anima gemella si dà nell’immediatezza del puro sentimento dell’amore, visto che è un sentire non veicolato da altro; l’alter ego in cui il suo/proprio costituirsi come appresentazione ci permette di scorgere appena il suo darsi in quanto soggetto, nel senso di ciò che giace dinnanzi agli occhi, che può  essere un Esser-ci incaricato o configurarsi come proprio opposto/diverso.


Dizionario etimologico in rete <http://www.etimo.it/?term=anima>, 24-07-2010.

Dizionario etimologico in rete <http://www.etimo.it/?term=gemello>, 24-07-2010.

Classici della filosofia < http://www.ilgiardinodeipensieri.eu/testi/simposio.html>, 24-07-2010

Dizionario Latino < http://66.71.182.1/dizionario-latino.php >[Alter], 24-07-2010.

Dizionario Latino < http://66.71.182.1/dizionario-latino.php >[Ego], 24-07-2010.

Dizionario etimologico in rete <http://www.etimo.it/?term=alterego>, 24-07-2010.

M. Heiddeger, 1927:149.

Giuseppe Ceparano

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