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dott.ssa Giorgia Tisci

iscritta all'Ordine degli Psicologi della Campania n°2624

Classe 1980.
Dopo un’esperienza alla facoltà di Giurisprudenza, sono tornata al sogno che avevo sin da ragazzina e che avevo accantonato facendo prevalere la ragione e la razionalità. Diventare avvocato ed entrare a lavorare ben presto nello studio professionale di mio zio. Ma la ragione senza passione non porta lontano, almeno nel mio caso. Così l’anno successivo mi sono iscritta al corso di laurea in Psicologia presso la Seconda Università degli Studi di Napoli, con sede a Caserta. Dopo quattro anni e una sessione arrivo al traguardo, con una tesi in Psicologia Giuridica. Ben presto, finalmente, la pratica con il tirocinio post-laurea presso il Tribunale per i minori di Napoli e il consultorio familiare del distretto di Fuorigrotta. L’anno successivo esame di Stato e iscrizione all’Ordine degli Psicologi della Campania. Sin da subito insieme al mio collega e compagno apriamo il nostro studio privato. Siamo nell’anno 2006.
Contemporaneamente all’anno di tirocinio, ho iniziato a frequentare il corso preparatorio della Scuola Sperimentale per la Formazione alla Psicoterapia ed alla Ricerca nel Campo delle Scienze Umane Applicate (ASL NA 1). I locali di questa scuola di specializzazione erano situati all’interno dell’ex Ospedale Psichiatrico del Frullone di Napoli. Ospedale chiuso grazie alle lotte per la chiusura dei manicomi di Sergio Piro, psichiatra, che sul finire degli anni ’60, sulla scia di Franco Basaglia, fu tra i principali esponenti della psichiatria fenomenologica . Molti dei docenti di questa scuola, e in particolare il dott. Carlo Pastore, ne ha seguito l’impronta fenomenologica. In generale l’impostazione fenomenologica supera la visione del malato come l’insieme dei suoi sintomi e giunge a vedere e conoscere il paziente anche al di là dei sintomi che manifesta. Mi hanno insegnato, infatti, che il paziente (la persona) viene preso in carico in toto, dando uguale importanza al corpo e alla mente, ma ancora più importanza viene data al suo essere nel mondo che permette di avvicinarmi alla sua storia e alla sua vita.
Per molti anni, inoltre, all’incirca dal 2004 al 2010, ho collaborato con l’Associazione DueCon Progetto Famiglia Centro Studi, con la quale abbiamo organizzato numerosi seminari, incontri di studio, inerenti a tematiche relative alla famiglia (quali separazione e divorzio, nascita di nuove famiglie, dinamiche relative all’abuso sui minori ecc.).
Nel 2006 ho partecipato ad un corso di formazione (per un totale di 20 ore) in Psicologia dell’Emergenza nell’ambito del progetto “La gestione psicologica delle traumatizzazioni metropolitane” organizzato dall’Ordine degli Psicologi della Campania.
Ulteriore esperienza interessante e formativa è quella che risale al 2008 in 2 centri di emodialisi della Kidney s.r.l., che mi ha permesso di entrare in contatto con la malattia organica cronica, il cui lavoro è stato successivamente integrato e coordinato dal collega dr. Giuseppe Ceparano.
Nel 2007, invece, ho prestato servizio civile presso l’ Associazione Quartieri Spagnoli. Esperienza poi proseguita per un paio d’anni attraverso progetti rivolti al sociale. In particolare ho lavorato al progetto “Nidi di mamme” che coinvolgeva educatori, bambini di età prescolare (che afferivano ai nidi), e mamme (persone socialmente  svantaggiate che attraverso questo progetto hanno trovato uno spazio di reinserimento sociale e lavorativo).
Nel 2009 si conclude il mio percorso di specializzazione, che più di ogni altra cosa, unitamente all’aver intrapreso una psicoterapia personale, mi ha formato. Un percorso fatto di molta teoria (ricordo le interessanti letture di autorevoli autori quali Heiddeger, Husserl, Binswanger, Minkowski, Merleau-Ponty, Sartre, nonché autori italiani del calibro di Piro, Calvi, Callieri, Di Petta ecc.); pratica, grazie al tirocinio svolto stesso all’interno della struttura prendendo in carico diversi pazienti, all’esperienza di gruppi di fluenza  d’espressione condotta dai docenti con il gruppo-classe e, infine, gruppi di supervisione; e psicoterapia individuale didattica.
La conclusione di questo percorso mi ha permesso, da un lato di continuare la professione privata  potendola ampliare anche sul versante psicoterapeutico, dall’altro di potermi “fermare” un attimo e potermi dedicare alla mia vita privata e alla mia nuova famiglia.

 

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Naufragio in psicopatologia
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